Artista di caratura internazionale, solare e con una grande passione per la vita, ha reso popolare il jazz e il soul. È considerato la voce più nera della musica italiana. Il compianto critico musicale Ernesto Assante lo ha definito un <<soul man innamorato della melodia>>. Ha trasformato la piazza di Nocera Inferiore in un raffinato jazz club a cielo aperto, dimostrando ancora una volta perché la sua voce sia considerata un tesoro nazionale ed internazionale.
Mario Biondi non ha solo cantato; ha dipinto la notte di blu e d’oro, ricordandoci che il soul non ha confini geografici, specialmente quando incontra la bellezza di una piazza italiana.
Già dalle prime ore del pomeriggio, le note del soundcheck avevano anticipato quello che sarebbe successo: un mix perfetto di eleganza e calore umano. Quando le luci si sono abbassate il brusio della folla si è trasformato in un silenzio carico di attesa.
Poi, quella voce. Il graffio che scalda il cuore, capace di scendere in abissi vellutati per poi risalire avvolgendo l’agorà in un abbraccio.
La magia del concerto del Primo Gennaio a Nocera Inferiore è stato tutto questo e molto altro. Con grande soddisfazione del sindaco Paolo De Maio che ha operato una scelta coraggiosa, puntando su un artista affatto nazionalpopolare. Tra il pubblico famiglie, coppie di ogni età e giovani appassionati di jazz, tutti uniti dallo stesso ritmo. Biondi si è dimostrato un padrone di casa impeccabile, scherzando con le prime file e raccontando aneddoti che hanno reso la serata incredibilmente autentica.
Prima di salire sul palco ai piedi della Casa comunale, ai microfoni di Telenuova ha parlato dei suoi progetti per il 2026; delle sue radici catanesi fondamentali nel suo DNA di uomo ed artista; dei sui esordi in chiesa con i canti gregoriani; del suo essere figlio d’arte, ma anche dei padri musicali che ha avuto (a partire da Fred Bongusto); della collaborazione con I Groove at home; del video musicale per la canzone "Love is a temple", girato nel Vittoriale (la casa di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera) nel 2015, diretto da Gaetano Mordioli e che mostra Biondi tra la villa e il parco del Vittoriale, creando un’atmosfera unica che unisce la sua musica all’eredità dannunziana. Ha accettato anche di inviare un messaggio augurale al coro parrocchiale della cattedrale cittadina, "le voci di San Prisco".
 Una chiacchierata che ha messo in luce l’empatia di Biondi, la sua simpatia, la profonda cultura.
Da questa terra che guarda il Vesuvio come la sua Catania guarda l’Etna, Mario Biondi porta via un ricordo di tutto rispetto: un presepe artistico realizzato per lui dal maestro Alfonso Pepe.
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