Hanno un nome e un volto i due autori del tentato omicidio del 35enne sarnese, considerato dagli inquirenti un trafficante di droga, ferito nella città di Crotone l’8 novembre scorso. La Polizia di Stato ha arrestato ieri due uomini ritenuti gli autori del tentato omicidio di R.N., queste le iniziali dell’uomo di Sarno, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine dell’agro per essere tra l’altro assuntore di droga. Ieri l’operazione della squadra mobile calabrese, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone guidata dal Dottor Domenico GUARASCIO a carico di due soggetti ritenuti responsabili del tentato omicidio avvenuto lo scorso novembre nel quartiere Tufolo-Farina. Gli agenti della questura crotonese hanno eseguite anche diverse perquisizioni e controlli all’interno del quartiere volte alla ricerca di armi e droga. Alla base del ferimento del giovane sarnese sembra Una trattativa per la compravendita di droga : sarebbe questo il movente per il quale ieri sono scattate le manette ai polsi dei due pregiudicati di crotone di 23 e 26 anni entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti. Le indagini hanno permesso di fare luce sulla sera dell’8 novembre scorso , quando in via Inghilterra, nella località Farina, si è consumato il crimine. N.R. giunto nella città calabrese dall’agro sarnese fu raggiunto da quattro colpi di pistola calibro 7.65, rimanendo ferito gravemente alle gambe, al ventre e alla zona lombare. Le sue condizioni critiche resero necessario il trasporto d’urgenza all’ospedale Pugliese di Catanzaro per un delicato intervento chirurgico volto all’estrazione di un proiettile. L’uomo era stato anche arrestato perché gli investigatori della Squadra mobile di Crotone avevano rinvenuto una quantità di hashish all’interno della sua auto. Le indagini certosine degli agenti della questura crotonese hanno permesso a distanza di poco più di due mesi di venire a capo del movente e degli autori del fatto di sangue. ricostruendo l’accaduto e concentrandosi sugli ambienti dello spaccio locale e sui legami con la criminalità campana. Analizzando i tabulati telefonici della vittima e tracciando i movimenti della sua autovettura attraverso le telecamere di videosorveglianza cittadina, gli agenti hanno notato una presenza costante: un’auto a noleggio, risultata poi in uso a uno degli indagati, che seguiva gli spostamenti del 35enne. Il quadro probatorio è stato completato grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, fondamentali per smontare gli alibi che i due giovani avevano tentato di costruirsi già dal giorno successivo alla sparatoria. Secondo quanto emerso, sarebbe stato il 26enne a premere il grilletto. A inchiodarlo le intercettazioni captate da microspie mentre lui confidava alla fidanzata il fatto,: “Lo hai capito che mi sono inguaiato la vita? Non me l’aspettavo nemmeno io che facevo un gesto del genere” -avrebbe detto. L’incontro tra i crotonesi ed R.N. campano era avvenuto in una zona appartata, dietro una pizzeria, lontano da occhi indiscreti. Qualcosa nella trattativa è andato storto, scatenando la reazione dei due crotonesi. Resta da chiarire se l’arma appartenesse ai due aggressori o se sia stata sottratta alla vittima durante la colluttazione.
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