Le "Finestrature di luce, colore e materie" dell’artista angrese Gianni Rossi, mostra personale e pubblicazione allo showroom "Con Tatto Design" presso lo spazio "Ferrucci-Vitale Architetti" di Angri il 3 febbraio ore 10,30 

 

 

 

 

Domenica 3 febbraio 2013 alle ore 10,30, allo showroom "Con Tatto Design" presso lo spazio "Ferrucci-Vitale Architetti" in via R. Raiola al civico 29 ad Angri (tel. 081949839 – fax 0815133425), sarà inaugurata la mostra personale dell’artista angrese Gianni Rossi "Finestrature di luce, colore e materie", da cui prende il nome il libro-catalogo che sarà presentato in quell’occasione dal critico d’arte Luigi Paolo Finizio, dal professore di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Napoli Dario Giugliano, dal professore di Letteratura Italiana all’Università del Molise Luigi Montella e dal giornalista-critico d’arte Maurizio Vitiello. La pubblicazione, edita dalla Bi.Med. di Salerno e stampata da Alfa Grafica srl di San Sebastiano al Vesuvio, si avvale del supporto fotografico di Paolo Novi e Pasquale Pannone, e del supporto grafico di Antonio Picardi.

Per Luigi Paolo Finizio, che ha curato il testo critico del catalogo:

"Per chi conosce la sua maniera di mettere in arte, il suo modo di fare pittura, ritrova subito nella raccolta di opere qui poste in sequenza, come un divenire di tempi e realtà, di distanze e luoghi, il costante approccio di Gianni Rossi al territorio che abita, alla vissuta geografia di luoghi, luci e cromie, di materie e territorio. Un ritaglio di piani, un assemblare di colore e trame di geometria, di materie e trasparenze che registrano l’accumulo quotidiano di un vedere per l’arte, di un respiro di cose e frequentazioni da versare in poesia.

Ormai, la geometria non serve soltanto a fare geometria, non è più l’elementare e scolastica generazione d’invarianti su assi cartesiani, ma si apre e implode su se stessa per coniugarsi al senso delle più varie dimensioni di linguaggio, dalla pittura alla scrittura, dall’azione spettacolare alla ripresa filmata. Ora in filigrana, ora in maniera ostensiva scandisce le scansioni d’immagine, ne intrica le relazioni, ne fa slittare i piani del vedere e del dire, ne sedimenta e dissolve i tempi e le occasioni del vedere. Per Gianni Rossi che crede tenacemente nella pittura, nel suo racconto spianato entro in confini del quadro, la geometria è un gioco vissuto e tramato dal suo osservare e riprendere, da suo manipolare e comporre. Un vissuto interiorizzato e metabolizzato di orditi e forme che per mobilità e versatilità affonda nella memoria e nell’esperienza del suo fare arte. Dal pungolo di un ductus grafico che dagli esordi gli appartiene quale dettato immaginativo.  Per me, che seguo da tempo il suo lavoro, è come ritrovare e riconoscere un filo costante, un dipanarsi agile e ricettivo del segno e del gesto che lo conduce. Ne viene un sotteso esercizio di visione e discorsività che l’artista continua ad affidare alle forme dell’astratto, al loro sapido e assoluto senso d’immagine".

Ed ancora: "L’arte di Gianni Rossi è nel solco della pittura moderna, quella tutta particolare del XX secolo: l’astrattismo. Scelta di poetica e linguaggio che ha sempre tenuto la pratica del non figurativo, l’aderenza al non visibile, in senso naturale e tradizionale in arte, con una forte implicazione di visibilità materiale e oggettuale. Insomma, per come, sino ai lavori più recenti, ha trattato e tratta il colore delle superfici, delle campiture di acrilici opacizzati dalla mistura con l’idrotitalina, per come ne ispessisce le stesure con impasti di polvere di marmo o con collaggi di oggetti, di carte raggrinzite o magari con le rettilinee tirate della carta avvolgente dei rulli kodak (da tempo un suo originale utilizzo per forma e colore), si può dire che il suo non figurativo si è sempre votato al contatto tattile, allo spalmo fisico, al montaggio di comparti e riquadri di piani per darne una concreta dimensione di pittura, di aderente ricezione verso il mondo circostante".

Le opere comprese nella pubblicazione "tracciano un percorso di lavoro di sei anni, dal 2006 al 2012. Seguendone le riproduzioni se ne può intravedere il filo conduttore del ciclo di ricerca e composizione, il sotteso mettere insieme per colore e geometria, per forme e scritte, per riquadri e tracce i segni del tempo. Ed è forse il modo migliore per rimpradronirsi del tempo consumato, del trascorso sia corrente sia dei giorni andati di lavoro. Vale a dire, quello di sistemare il tempo nello spazio, di configurarlo in dimensioni di controllo visivo, in confini scanditi da sezioni e riquadri d’immagine. Dove il tempo si fa memoria visiva ricapitolando il senso andato della ricerca, il disperso e accumulato tentare le vie creative nel quotidiano impegno del fare pittura".

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 16 febbraio.

Dal lunedì al venerdì ore 10-13, 16-20. Su appuntamento per il sabato.

 

Biografia essenziale dell’artista

Gianni Rossi nasce il 22 marzo 1944 ad Angri (Sa), dove vive e lavora. Diplomato in Decorazione Pittorica all’Istituto Statale d’Arte, consegue successivamente il Magistero di Belle Arti di Napoli. Espone dal 1968. Esponente dell’arte astratto-geometrica del Sud, ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero, ed è presente in numerose collezioni pubbliche e private. Prevalentemente attivo in pittura, ma autore altresì di pregevoli libri d’arte con monotipi, incisioni, serigrafie e di installazioni, l’artista ha svolto fino al 1995 anche una notevole attività di operatore culturale. E’ presente in dizionari e compendi storici dell’arte italiana del secondo dopoguerra.

 

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