, ed è  forse nella sua vita la prima volta, subisce dei debiti formativi. Ma d’altra parte lo stesso Caldoro dovrebbe essere rimandato, poiché nel trovare una formula non offensiva, ha dichiarato con il decreto 73 del 24 ottobre, una approvazione del piano ma con prescrizioni, che non volendo infierire sugli errori grammaticali con cui l’atto è stato stilato, sembra una invenzione lessicale degna di una politica raffazzonata e allo sbando. Che non tiri bene l’aria, lo si evince dagli  innumerevoli slittamenti che la consultazione sul nuovo e redigendo piano attuativo ha avuto nel solo mese di ottobre ad opera dei continui spostamenti delle riunioni su tale materia operata dal Commissario. Dall’ undici al diciotto, poi al venti, poi al tre novembre e speriamo che finalmente in tale data riusciremo a sapere cosa stiano preparando all’ASL Salerno. Quindi  il piano è approvato con innumerevoli prescrizioni che consistono nella rimodulazione dei posti letto, nella necessità di ridurre le strutture complesse, definire il piano di intervento per edilizia e nuove tecnologie e non sparare numeri e cifre a caso, riprogrammare la rete della terapia infantile neonatale, rinviare la costituzione del dipartimento integrato delle emergenze in attesa “dello uno schema unico”, riconfigurare il dipartimento di prevenzione unificazione del dipartimento di salute mentale, realizzare l’integrazione funzionale dell’Ospedale Unico della Valle del Sele, rivedere gli assetti dei Presidi ospedalieri di Agropoli, Oliveto Citra, Roccadaspide, riprogrammare le unità di terapia intensiva cardiologica, confermare le destinazioni e i posti letto dei Presidi Ospedalieri di Scafati, Nocera, Pagani, Polla Sant’Arsenio, Sarno, Vallo, Sapri, definire le responsabilità per la attuazione della riorganizzazione della rete territoriale. E’ proprio vero che quando sei confuso anneghi nel tuo sapere.” (Pietro Antonacchio)

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