Shindand – Dal 28 settembre 2011 la Task Force Center (TFC), su base 66° Reggimento aeromobile “Trieste” di stanza a Forlì, ha iniziato ufficialmente la sua seconda missione in Afghanistan, dando il cambio ai colleghi del 11° Reggimento bersaglieri di Orcenigo. La TFC, comandata dal colonnello Francesco RANDACIO, è dislocata presso l’aeroporto di Shindand a circa 90 km a Sud di Herat dove ha sede il Comando del contingente italiano, su base Brigata “Sassari”, con alle dipendenze 4.200 uomini.

La missione del 66° Reggimento aeromobile, è di assistere il Governo locale afghano nella realizzazione di un ambiente sicuro, favorendo lo sviluppo delle istituzioni e supportando gli sforzi umanitari e il processo di ricostruzione del Paese. L’ area di operazione (Area of Operation, AoO) della TFC si estende nella regione centro occidentale dell’Afghanistan ed ha una superficie di oltre 30mila km quadrati. Più di 1.130.000 civili di diverse etnie abitano i 1600 villaggi che popolano l’area. La TFC è articolata su un Comando, una Compagnia Comando e Supporto Logistico, due Compagnie di fanteria aeromobile con personale del 66° ed una compagnia fanteria su veicoli blindati “Freccia” su base del 9° reggimento fanteria “Bari”.

La Task Force si completa con una compagnia del 10° Genio di Cremona ed una compagnia trasmissioni del 2° Reggimento di Bolzano.

La  TFC, circa 500 uomini, opera a partire dal 2009, principalmente nell’area di Shindand e di Adraskan, ma attiva anche una base a presidio del valico di confine con l’Iran ( Border Crossing Point) di Islam Qala. Le attività volte a contrastare le attività degli insurgents hanno lo scopo, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza afghane, di fornire l’indispensabile cornice di sicurezza necessaria per la ricostruzione del Paese, favorendo lo sviluppo della governabilità ed accrescendo il consenso della popolazione nei confronti delle autorità locali.

Inoltre vengono svolte nel corso delle diverse attività di plotone e compagnia delle MEDCAP (capacità mediche), una sorta di assistenza sanitaria a favore dei casi sanitari particolari emersi durante le attività svolte nei vari villaggi dell’area di operazione, che viene molto apprezzata dalla popolazione locale aumentando in questo modo il consenso nei confronti delle truppe ISAF.

Infine, è data particolare importanza agli incontri con le principali autorità locali, svolti sia in sede, all’interno della base,  che direttamente nei villaggi allo scopo di incrementare la conoscenza reciproca, migliorare i rapporti e trovare accordi per la realizzazione di piccoli progetti ad impatto immediato per il miglioramento delle condizioni di vita, quali canali di irrigazione, pozzi, scuole o donazione di materiale agricolo o coperte per affrontare il periodo invernale.

 

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