Sono ancora costretti a fare dietrofront gli automezzi di comuni e società addetti alla raccolta rifiuti della provincia di Salerno che in queste ore si stanno recando all’impianto di Sardone a Giffoni Valle Piana. In una nota, la Ge.sco società che gestisce l’impianto, afferma che la struttura è in attività, ma al momento sono in corso  le operazioni di smaltimento dei grossi cumuli di rifiuti stoccati all’interno del capannone di ricezione. Per questo motivo le operazioni di scarico degli automezzi in ingresso riprenderanno in seguito alla totale evacuazione dei rifiuti stoccati presumibilmente il 2 settembre. Intanto si profila una nuova emergenza rifiuti all’orizzonte, mentre arriva il piano per superare le criticità legate alla chiusura del termovalorizzatore di Acerra per manutenzione straordinaria, presentato ieri in Regione Campania. La riunione si è svolta a palazzo Santa Lucia alla presenza del vice presidente Fulvio Bonavitacola, i rappresentanti degli Enti d’Ambito degli ATO Rifiuti, delle Province, della Città metropolitana di Napoli e delle Società provinciali di gestione dei rifiuti. Stabiliti i siti dove verranno depositati temporaneamente i rifiuti. La conferenza dei servizi ha condiviso e approvato un programma per fronteggiare il fabbisogno complessivo di 82.000 tonnellate di frazione secca su base regionale. Grazie alle gare espletate 40.000 tonnellate saranno evacuate fuori regione nel periodo del fermo del termovalorizzatore. Le restanti 42.000 tonnellate saranno destinate a depositi temporanei per un periodo non superiore a 90 giorni. I depositi temporanei sono distribuiti nelle diverse province, secondo il principio di prossimità. I siti individuati sono Casalduni, Caivano, San Tammaro, Polla, per un quantitativo complessivo pari al 70% del fabbisogno. Per il restante 30% saranno utilizzate aree ubicate all’interno degli Stir esistenti in Regione. Si levano però le proteste. Legambiente, in una nota, parla di “tragicommedia dei rifiuti”. “Si sa da un anno della chiusura di Acerra e si arriva a definire il piano soltanto pochi giorni prima dello stop”. “Ci auguriamo – ha detto Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania –  che il piano presentato non solo sia nel complesso capace di evitare scene già viste di rifiuti per strada, ma soprattutto rispetti i tempi previsti in 90 giorni per i siti di stoccaggio temporaneo”.

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