IPOTESI DEI SINDACATI: “CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI NOCERA SCELTA OBBLIGATA PER FRENARE I CONTAGI”. E NELLA MISSIVA AVANZANO ANCHE UN’ALTRA IPOTESI, DI TIPO ORGANIZZATIVO: “ALTRIMENTI – DICONO – QUALSIASI PROVVEDIMENTO, COMPRESA LA CHIUSURA PER IGIENIZZAZIONE, NON SAREBBE PRODUTTIVO” – Una lunga missiva, indirizzata al direttore generale dell’Asl Mario Iarvolino. A firmarla, temendo ulteriori contagi, sono le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria (ANAAO ASSOMED – AAROI EMAC – CIMO – CGIL FP Federazione CISL MEDICI – FVM – FASSID). “Nonostante il piano di emergenza propagandato – si legge – la situazione nei diversi presidi diventa ogni giorno più critica, con eventi che espongono ad un rischio aumentato, quanto ingiustificato, gli operatori e gli stessi pazienti. Esempio emblematico il presidio ospedaliero di Nocera, sede di un numero preoccupante di casi positivi al Covid”. Ed aggiungono tra le altre cose: “Ci è stato riferito che non vi è stato, apparentemente, un criterio nell’individuare la precedenza nei soggetti da sottoporre al test e che, attualmente, sembra che il prosieguo dello screening sia fortemente compromesso dalla carenza dei tamponi”. “L’11 aprile – continua la missiva – ha avuto luogo, presso il presidio di Nocera, un incontro con oggetto riunione organizzativa riorganizzazione attività chirurgiche P.O. Nocera, cui hanno partecipato i Direttori delle U.O.C. chirurgiche e nonché coloro che la Direzione di questa ASL ha deputato alla gestione di questa emergenza. I risultati di questa riunione, apparentemente in via di revisione per il dissenso espresso da alcuni, ci appaiono incomprensibili. Tra i diversi provvedimenti, spicca la decisione di accorpare i reparti di chirurgia, per far fronte alla atavica carenza di personale, aggravata dalle assenze per Covid, per cui Neurochirurgia ed Ortopedia sarebbero al III piano, mentre la Chirurgia d’Urgenza, l’Urologia e l’Otorinolaringoiatria al IV, tenendo aperto, per ciascun piano un solo reparto, con una riduzione dei posti letto da 100 agli ipotizzati 55-56”. Da qui l’ipotesi avanzata. Un’potesi: “Siamo consapevoli che la chiusura del P.O. di Nocera è una scelta forte, ma in considerazione della situazione ormai fuori da ogni controllo, sembra una scelta obbligata se si vuole porre freno ai continui contagi. Ovviamente sarebbe auspicabile una igienizzazione in tempi brevi. Come siamo altrettanto consapevoli che, in mancanza di un cambio di rotta, sulla guida delle evidenze scientifiche e non dei pareri esclusivamente personali, qualsiasi provvedimento, inclusa la chiusura per igienizzazione non sarebbe produttivo, riproponendosi le problematiche attuali in un tempo estremamente breve. Per questi motivi, dopo aver a lungo esaminato i dati in nostro possesso e consultata la letteratura in proposito, crediamo che, stante la necessità di provvedere a immediata disinfezione di tutto il P.O. Umberto I e non solo dei locali dove si sono verificati i contagi, piuttosto che ricoverare i pazienti, creando una pericolosa promiscuità, sarebbe importante organizzare dei percorsi sicuri per i pazienti”. I sindacati Arriva poi un’ipotesi organizzativa “cha – spiegano – ha il duplice fine di salvaguardare personale e pazienti da contagi accidentali e preservare la salute dei pazienti già di per se sensibili ed immunodepressi”. La proposta prevede: ricovero dei pazienti oncologici, gli unici che ancora si realizzano in elezione, presso il P.O. di Pagani, già un tempo immaginato ed attrezzato come polo oncologico, dove le equipe di Nocera potrebbero effettuare tale tipologia di interventi; organizzazione di un reparto di degenza “intermedio”, dove i pazienti urgenti o in elezione stazionerebbero, ospitati in stanze singole e con bagni individuali, in attesa del risultato del tampone prima di essere condotti nel reparto di destinazione; ottimizzazione dei tempi di attesa per il risultati del tampone nei pazienti,al fine di un rapido turn-over nei reparti “intermedi”, e del personale sanitario, per non sguarnire l’organico e non mantenere in servizio soggetti probabili positivi; Accoglienza e terapia specifica per quei pazienti COVID – 19 che presentano contestualmente altre patologie (es. neurochirurgiche, politraumi, cardiache, ecc); Corretta assegnazione delle barelle ad elevato biocontenimento certamente più utili nei PP.OO. che trattano anche patologie non COVID e per le ambulanze e non per gli ospedali COVID”. “A seguito alcuni ulteriori esempi su disservizi e decisioni per le quali, in mancanza del confronto richiesto, non riusciamo a trovare valide motivazioni: Al P.O. di Nocera, e non solo, continuano a mancare DPI essenziali. Si sta sopperendo grazie alle donazioni ed una mascherina, contrariamente alle indicazioni, viene utilizzata per un intero turno ed anche per più turni. Il Presidio di Sant’Arsenio attende ancora la barella a contenimento biologico, che invece è stata assegnata al Presidio di Scafati. Una tenda Covid è stata montata da ormai una settimana nell’area antistante il PSAUT di Scafati, con notevole clamore mediatico, prima ancora di averne deciso la destinazione, di dotarla dei relativi presidi e individuare il personale che vi deve essere assegnato”.

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