Il Comando Provinciale Chieti, nell’ambito di una operazione coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha scoperto una truffa di circa 50 milioni di euro, realizzata da un sodalizio criminale, con base in tre capoluoghi campani, finalizzata alla richiesta fraudolenta di crediti d’imposta relativi ai bonus sulle ristrutturazioni. Nello specifico, le indagini, svolte su scala nazionale dalle Fiamme Gialle del Gruppo Chieti – coordinate dal Ten. Col. Vito Casarella – a contrasto delle frodi legate agli incentivi previsti dai cc.dd. “Bonus Facciate” e “Superbonus 110%”, hanno messo in luce un meccanismo di frode, collaudato nel tempo, che prevedeva l’emissione di fatture attestanti lavori mai eseguiti, maturando i relativi crediti d’imposta che questi ultimi, attraverso una serie di cessioni ed acquisti – in una circolarità priva di apparente senso logico – se ne tentava l’occultamento della loro origine delittuosa. A concorrere nella frode erano soggetti titolari di imprese individuali – otto di queste operative nella provincia chietina – con difficoltà economiche, ai quali venivano ceduti i crediti e, dietro la promessa di un compenso, provvedevano ad adempiere a tutte le operazioni necessarie (apertura partita I.V.A., consegna delle credenziali di accesso del sito dell’Agenzia delle Entrate e del conto corrente postale) finalizzate all’acquisizione delle spettanze, maturate illecitamente nei cassetti fiscali delle ditte, per monetizzarle presso le Poste Italiane S.p.A.. La ricostruzione di tutta la filiera dei numerosi trasferimenti di crediti fittizi, operata dai militari teatini, si attesta a circa 90 milioni di euro, qualificati, dal Sostituto Procuratore – Dott. Giuseppe Falasca – titolare delle indagini, come ipotesi di riciclaggio e pertanto passibili del provvedimento di urgenza, convalidato dal GIP del Tribunale di Chieti, di sequestro preventivo dei crediti fiscali ancora presenti e non monetizzati e la denuncia a piede libero, per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio, a 16 indagati di cui dieci campani, cinque della provincia di Chieti ed uno di nazionalità rumena. Giova precisare che le persone sottoposte ad indagine, in virtù del principio di presunzione d’innocenza, non possono considerarsi colpevoli fino ad eventuale pronuncia di sentenza irrevocabile di condanna. L’intervento delle Fiamme Gialle, come sottolineato dal Comandante Provinciale – Col. Michele Iadarola – testimonia l’efficacia dell’azione posta in essere dalla Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi in tutte le loro manifestazioni, in quanto pregiudicano gravemente, oltre che gli interessi erariali, quelli che sono i principi di una sana concorrenza tra le imprese, generando comportamenti speculativi su tutta la filiera produttiva, specie quella edile.

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